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Grappignano
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top
Si trova su un terrazzo fluviale della mwewvalle del Tevere, sopra la zona di confluenza del mwfatorrente Aia e il fiume mwfqTreja nel mwfgTevere. Quest'area fu abitata in maniera continuativa dal mwfwpaleolitico sino al mwgamedioevo, e continuò ad essere frequentata anche successivamente come rifugio sino al secolo scorso da briganticite-ref-1[1] e pastori.
Contents
• Storia
• Geologia
• Note
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Storia
Paleolitico
Per quanto riguarda il mwiqperiodo preistorico sono stati rinvenuti reperti litici che attestano la presenza umana in tutte le fasi del mwigPaleolitico: schegge di mwiwselce, raschiatoi, punte di mwjalancia, con una maggiore consistenza per il mwjqPaleolitico Medio e un'area di mwjgindustria litica. I Reperti sono conservati nel mwkaMuseo civico archeologico di Magliano Sabina.cite-ref-2[2]cite-ref-3[3]cite-ref-santucci-4-0[4]
Età del Bronzo e del Ferro
Nell'età del Bronzo e del Ferro si attesta la presenza di nuclei tribali di mwoqcultura protovillanovianacite-ref-5[5] insediatisi sui terrazzi alluvionali prospicienti la mwpgvalle del Tevere e del mwpwtorrente Aia, così da costituire un habitat strategico per il controllo dei canali fluviali e dei tratturi per la mwqatransumanza. Su un pianoro mwqqtufaceo di circa centocinquanta metri quadrati si trovano alcune cavità circolari, probabilmente impiegate come sede di pali lignei, ed altre più grandi, in uso certamente come mwqgcisterne e mwqwsilos. Nella parte nord occidentale del pianoro sono visibili una serie di cavità circolari aperte frontalmente contenenti scorie di fusione: queste probabilmente avevano funzione di fornaci. Tutta l'area è circoscritta da incisioni verticali che interessano le parti perimetrali, così da formare una trincea di diversi metri. Questo insediamento, frequentato già dalla fine dell'età del Bronzo.
Periodo arcaico
Nel cosiddetto mwsamwsqperiodo arcaico orientalizzante l'area indicata era compresa in una rete insediativa molto articolata che è possibile ricondurre al territorio occupato dalle mwsgtribù da fosso Campana, dove si erge la mwswrupe tufacea che poneva il limite del pianoro del mwtaPagus di Foglia nel comune di mwtqMagliano Sabina, il fosso di Casaglia, il torrente l'Aia e i terrazzi fluviali nella zona di mwtgPoggio Sommavilla trovando come limite sud il fiume mwtwTevere.
Nel mwuqcentro arcaico di mwugmwuwPoggio Sommavilla, 25/30 ha circa, insediamento di cui ancora oggi non è noto il nome antico, emerge da molti reperti archeologici trovati nella mwvanecropoli e negli insediamenti, ora conservati nel mwvqMuseo Civico archeologico di Magliano Sabina, nel mwvgMuseo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, al mwvwMuseo civico di Rieti, al Museo nazionale di Perugia e Firenze, al mwwaMuseum of Fine Arts Boston, al mwwqMuseo Nazionale di Danimarca, al mwwgLouvre e in molti altri, una vera e propria produzione mwwwceramica locale. Vi erano presenti scambi culturali, economici e sociali, principalmente attraverso il mwxaTevere e la valle dell'Aia, con l'area mwxqFalisco, mwxgCapenate, mwxwVejente, con cui c'era uno stretto rapporto di collegamento socio-culturale, l'area mwyaEtrusca, mwyqVolsina, mwygOrvietana, mwywChiusina, attraverso la valle del mwzaNera con l'mwzqUmbria e la mwzgSabina interna, attraverso i valichi dei mwzwsubappenninici nell'area della mwaaconca Velina, la mwaqvalle del Tronto e l'area mwagmedio adriatica e mwawPicena.cite-ref-6[6]cite-ref-7[7]
Periodo romano repubblicano
Dopo la conquista militare romana riconducibile al mwfgperiodo medio Repubblicano e la probabile distruzione del centro arcaico di mwfwPoggio Sommavilla, si presume che in località fontanile Madonna del Piano, dove esistono resti di una Torre di origine romana, sia sorto un campo militare romano, divenuto sede di un probabile mwgaForo. Sorgono le villae rustiche, con il conseguente sfruttamento imposto delle materie prime e risorse umane, l'articolazione dell'assetto viario esistente e gli approdi al Tevere furono utilizzati dai romani per veicolare le merci nell'Urbe.
L'area di Grappignano era un crocevia di direttrici lungo i terrazzi fluviali del Tevere che collegavano, Il centro arcaico di mwggPoggio Sommavilla dove ancora si possono trovare resti basolati, con quello di Foglia, e quell'asse della viabilità antica che da mwgwForum Novum collegava attraverso la valle del mwhatorrente Aia, la viabilita mwhqTiberina e la mwhgvia Flaminia e attraverso l'antico guado del Tevere in località Colle Tondo, dove si trovano ancora resti della lastricatura della strada il mwhwTreja e mwial'Agro Falisco.
Periodo romano imperiale
Con l'avvento dell'mwiwimpero romano, I a.C. , l'area fu introdotta nell'ager Foronovanus elevato a Municipio, si ha la cessazione di ogni forma di produzione autonoma locale. Sono presenti testimonianze nella zona del Sacramento tra Poggio Sommavilla e Grappignano, di una mwjafornace per la produzione di materiali laterizi che probabilmente doveva rifornire mwjqRoma, anche se è stato rinvenuto molto materiale mwjgstatoniense, amerino e ortano narniense. Diversi materiali d'mwjwepoca imperiale sono stati ritrovati a Grappignano, in un'area interessata da cavità e cunicoli ora parzialmente chiusa, chiamata "A Grotte der Djavolu".
Età medievale
A Grappignano nella parte sud del pianoro sopra descritto si possono ancora ammirare i resti di una mwkgstruttura fortificata mwkwmedioevale di carattere difensivo e di controllo delle vie di comunicazione del mwlaGualdo. Costruita su preesistenti mura romane, costituita nella parte nord da una torre subito sopra il fossato che taglia in due il pianoro, dove si possono notare ancora le feritoie difensive e il torrione che insiste verso la valle del mwlqtorrente l'Aia, circoscritto da mwlgrupi, speroni tufacei e pendii sostenuti da sostruzioni, che nascondono mwlwcisterne, cunicoli e cavità. Le prime citazioni mwmaMedioevali lo riportano con il nome di mwmqCarpinianum, faceva parte del mwmgGastaldato di Cicinianuscite-ref-9[9], con Thoccia, mwnwFianello e la mwoavilla di Agrippa a Montebuono, appartenenti al Ducato di Spoleto. Con l'estensione del potere del monastero Longobardo di mwoqFarfa ne divenne feudo, si ha notizia che un certo Gualperto chiede a Farfa che gli vengano dati in uso i beni da lui donati precedentemente, siti in Fianello e Carpiniano.
In un passo del mwowChronicon 33 p.mwpa 46 scritto tra il mwpq972 e il mwpg1000 dal monaco mwpwBenedetto del Soratte dell'mwqaAbazia di Sant'Andrea in Flumine lungo la mwqqvia Tiberina ai piedi del mwqgSoratte nella Valle del mwqwTevere, sulla zona di Grappignano si legge: «mwra mwrqFundum Antiscanis, vinealis petite sex, toti in massa de Tocie petite de tera hubi dicutur a Saline, tres petite de terra a fundum Antiscanu a Monumento usque ad ripam castri Summa Villa, fundum Antiquum cum aliis nominibus integro, fundum Casali hubi est ecclesia Sancti Valentini, cum fundu Carpiniano, fundum Musiniano cum omnia sua adiacentiamwrg »cite-ref-10[10]. Cioè: «mwsw mwtasei pezze di terra del fondo Antiscano, tutte le pezze de terra nella Massa di mwtqToccia dove si chiama Salina, tre pezze di terra del fondo Antiscano dal Monumento sino alla ripa sotto il castello di Poggio Sommavilla, il fondo Antico per intero con tutti i suoi vocaboli con il Casale ove è la chiesa di San Valentino, il fondo di Grappignano e il fondo Musiniano con tutte le sue adiacensemwtg »cite-ref-11[11]. Fece parte della septimiliana, dopo il 1000 passo feudo del monastero di Farfa. Nei primi decenni dell'XI secolo Giovanni Arduino occupa infeudandosi mwuwToccia e Grappignano: è noto che esistesse una chiesa dedicata a San Giovanni, ma presto ritorna alla septimiliana farfense. Nel 1193 fu dato mwvafeudo da mwvqpapa Celestino III, Giacinto dei Boboni, fu feudo dei Taddellini, fu occupato da Magliano nel 1283 insieme a mwvgToccia e Poggio Sommavilla in un periodo di lotte fra mwvwGuelfi e Ghibellini e di forti mire espansionistiche nella mwwaValle del Tevere, del mwwqlibero comune di mwwgNarni.
Nel 1302 fu infeudato da Napoleone Orsini insieme a mwxaToccia e Poggio Sommavilla, la chiesa fu dedicata a San Nicola, nel 1344 morto Napoleone Orsini fu concesso insieme a Foglia, Poggio Sommavilla, Vacone, Rocchette di Gallese agli eredi Orsini.
Geologia
Cava di Tufo di Grappignano
All'interno dell'area archeologica di Grappignano, su un costone tufaceo verso la valle dell'Aia sulla strada che dalla Localita' "mwzaMola de u Bucone" va a "mwzqCapu L'Aia" la confluenza del mwzgtorrente L'Aia nel mwzwTevere, si trova l'antica Cava di Tufo di Grappignano, dove venivano estratti i blocchi di mw0aTufo che sono stati utilizzati per la costruzione del centro storico di mw0qPoggio Sommavilla, mw0gCollevecchio, mw0wCicignano, e delle abitazioni dei territori circostanti. La cava è stata attiva fino agli inizi del novecento, il materiale tufaceo lavorato a mano, veniva trasportato mediante carri a trazione animale cite-ref-12[12], come per la pozzolana estratta tra Ponte del Peccato e Grappignano.
Note
cite-note-11. ↑ Testimonianze orali, riportano che nei primi del 1900 un brigante fu tratto in arresto legato con una corda, dopo una caccia all'uomo dei carabinieri reali
cite-note-22. ↑ mw4qmw4gmw4wMuseo Civico Archeologico di Magliano Sabina, su mw5asoi.cnr.it mw5q(archiviato dall'mw5gurl originale il 29 agosto 2019).
cite-note-33. ↑ Flaminia Verga, mw6gAger Foronovanus I, Forma Italiae 44, pp. 50, 75, 77.
cite-note-santucci-44. ↑ mw7gMassimo Ernesto Santucci, archeologo paleontologo, locale, ha consegnato dopo ricognizioni archeologiche in loco, materiali paleoarcheologici e preistorici al mw7wMuseo Civico Archeologico di Magliano Sabina.
cite-note-55. ↑ mw8wMuseo civico archeologico di Magliano Sabina: primo piano, sala 1
cite-note-66. ↑ Paola Santoro, Rilettura critica della necropoli di Poggio Sommavilla, Pisa-Roma 1977
cite-note-77. ↑ F. Verga, Ager Foronovanus I (Forma Italiae, 44), Firenze 2006
cite-note-81. foto tratta da Flaminia Verga, Ager Foronovanus I Forma Italiae, vol. 44. 2006
cite-note-1010. ↑ Chronicon 33 di Benedetto del Soratte p. 46, mwaqqhttps://archive.org/stream/fonti per la storia d'italia
cite-note-1111. ↑ Storia di Collevecchio sede della diocesi e della provincia Sabina, Umberto Mattei 2004
Bibliografia
• P. Santoro (a cura di), mwaq8Civiltà arcaica dei Sabini nella valle del Tevere, III. Rilettura critica della necropoli di Poggio Sommavilla, Pisa-Roma, 1977
• U. Mattei, mwareStoria di Collevecchio sede della diocesi e della provincia di Sabina, 2004
• U. Mattei, mwarmLa Sabina tiberina dalla preistoria alla fine dell'impero romano, 2004
• F. Verga, mwaruAger Foronovanus I (Forma Italiae, 44), Firenze, 2006
Voci correlate
Altri progetti
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Collegamenti esterni
• mwasyPagine del Museo Civico di Magliano Sabina, su soi.cnr.it. URL consultato il 22 ottobre 2012 (archiviato dall'url originale il 4 marzo 2016)./magliano
• mwasgProvincia di Perugia. Comune di Collevecchio. Bosco detto Grappignano di proprietà comunale 6/2, su dati.acs.beniculturali.it.